Questo non è normale…

Notizie che sarebbero state incredibili fino a pochi mesi fa, adesso sono all’ordine del giorno.

Conosciamo bene ormai le politiche di allentamento monetario messe in piedi prima dagli Stati Uniti e poi da molte altre banche centrali, a cominciare da quelle europea e giapponese, tutte impegnate in una folle corsa verso i tassi di interesse sempre più bassi dei bond governativi.

Ebbene, gli ultimi sviluppi di questa politica stanno mostrando aspetti davvero inquietanti.

Il programma di allentamento monetario della Banca Centrale Europea ha finora proceduto all’acquisto di bond di diversi Paesi europei per un ammontare di un trilione (1 milione di miliardi) di euro.

Ora, nella fase successiva del programma, Draghi dovrebbe iniziare l’acquisto anche dei bond di aziende private europee, sempre con l’idea di mantenere i tassi di questi bond abbastanza bassi da far credere al mondo che le aziende emittenti siano ancora “solide”, esattamente come l’acquisto dei bond governativi era servito a far credere che gli Stati europei NON sono sull’orlo della bancarotta…

La prima assurdità che ti svelo quest’oggi è che, sebbene il programma di Draghi preveda l’acquisto solo di bond “investment grade”, cioè bond di aziende un pò meno scassate delle altre, abbiamo saputo (lo ha detto Bloomberg stamattina) che in realtà la BCE si è fatta carico anche di comprare bond “hig yeld”, cioè i famosi bond “spazzatura” emessi da aziende che tutti sanno essere un vuoto a perdere.

Il primo dei “bond spazzatura” comprati da Mr Mario sono stati quelli della Telecom Italia, considerati il peggio della spazzatura da diverse agenzie di rating e gestori di fondi obbligazionari.

Ma secondo Bloomberg, il programma non si fermerà qui e in pratica la BCE continuerà a stampare altri euro per raccattare altra spazzatura sparsa per l’Europa…

E intanto oggi il tasso del bond statale tedesco a 10 anni (praticamente il benchmark dello stato di salute dell’intera eurozona) è sceso ancora al livello record di 0,033%, dunque sempre più vicino allo zero assoluto!

Visto che il tasso d’interesse dei bond è inverso al loro rischio, il bond statale tedesco, con questa ennesima riduzione del tasso, è come se urlasse ancora di più che l’Europa è sana, non c’è alcun rischio economico e non c’è nessuna banca centrale che sta nascondendo la spazzatura sotto il tappeto con i soldi degli Europei!

Assurdo, vero?

Ora, ti sembrerà strano, ma NON è questa la notizia del secolo che ti avevo promesso…

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Questo è solo un pettegolezzo che non ha alcuna influenza sui tuoi investimenti. Te ne ho parlato solo perché la notizia forse era sfuggita ai media ufficiali e quindi potevi esserne all’oscuro.

La vera notizia invece è un’altra.

Devi sapere che finora questa politica dei bassi tassi d’interesse è stata sempre sostenuta dalla complicità delle banche private e delle assicurazioni, che partecipano anche loro all’acquisto di questi bond, comprandoli dalle banche centrali in cambio di privilegi politici e fiscali.

I soliti blog alternativi (e per la verità ormai anche molti media ufficiali) avevano iniziato a segnalare che però questo sodalizio iniziava a stare stretto a banche e assicurazioni.

Finché i bond acquistati avevano ancora uno straccio di rendimento, le banche e le assicurazioni potevano ancora beneficiare di questi interessi e metterli in bilancio come attivi.

Ma ora che i bond rendono quasi zero, chi si è riempito la pancia con questi asset si ritrova con zero interessi.

Come faranno le banche, già in sofferenza per conto loro, a ritrovare questi rendimenti?

Come faranno le assicurazioni a garantire ancora ai loro clienti dei rendimenti, bassi quanto si vuole, ma che siano almeno del 2% lordo?

Finora questa criticità, che aumenta man mano che i tassi d’interesse scendono, era stata solo segnalata come tale: un problema che prima o poi sarebbe entrato in ballo nella politica economica degli Stati e delle banche centrali.

Oggi invece – ed è questa la notizia – la situazione è improvvisamente peggiorata, perché alcune banche e assicurazioni che contano…si stanno ribellando!

Proprio così, l’avresti mai immaginato?

Questo meccanismo così ben oliato di connivenze e complicità sta finalmente cedendo, perché alcuni elementi del sodalizio non ci stanno più!

Il primo è stato Munich Re, la seconda più importante agenzia assicurativa del mondo, dichiarando pubblicamente che avrebbe iniziato a incamerare denaro liquido e oro fisico per controbilanciare le politiche monetarie della BCE.

Ma ora anche la Commerzbank, una delle maggiori banche tedesche, ha dichiarato che preferisce conservare soldi liquidi in cassaforte, piuttosto che spenderli nell’acquisto dei bond propinati dalla BCE.

E se questa gente sta pensando di incamerare liquidi e oro, stai pur certo che in giro per il mondo molti altri lo stanno facendo!

In realtà tutti gli esperti delle banche e delle assicurazioni hanno sempre saputo che l’oro e il cash sono l’ultimo livello di protezione in caso di un grave default finanziario o monetario, ma si sono sempre guardati bene dall’ammetterlo pubblicamente.

Se lo avessero fatto, avrebbero incoraggiato le masse di risparmiatori a fuggire via da fondi comuni e polizze assicurative per comprare anche loro lingotti, monete d’oro, lasciando poi il resto dei soldi sotto il materasso.

Capisci perciò che la ribellione della Commerzbank e della Munich Re non sta nell’incamerare oro e liquidità (lo stanno facendo già tutti quelli che contano, all’insaputa delle masse), ma sta nell’averlo dichiarato pubblicamente, rompendo quella congiura del silenzio globale che sta durando almeno dal 2012 alle nostre spalle!

E questo non succede solo in Europa…

Nonostante l’economia del Paese sia ormai una specie di esperimento genetico capace solo di creare aborti, anche la banca centrale giapponese ha dichiarato di voler continuare imperterrita con l’ennesimo abbassamento dei tassi (lì ormai già sottozero!!).

E indovina un pò? Le banche non ci stanno.

La banca di Tokyo-Mitsubishi UFJ, uno dei maggiori acquirenti dei bond della banca centrale giapponese, ha dichiarato di voler ridimensionare questo suo ruolo.

Questo “affronto” segue di poco le dichiarazioni che il Presidente della banca, Nobuyuki Hirano, aveva già rilasciato, affermando che la politica dei bassi tassi stava “causando un senso di incertezza sul futuro nelle famiglie e nelle imprese”.

Nel Paese del sol levante questo braccio di ferro minaccia di peggiorare, visto che la BOJ (la banca centrale) non ha fatto una piega, ma anzi ha dichiarato che la decisione della Tokio-Mitsubishi UFJ è una “buona notizia”, perché rivela le capacità della banca di differenziare i suoi asset.

Di fronte a una “faccia di bronzo” come questa, è difficile prevedere come reagiranno le altre banche.

Insomma, ciò che sta succedendo in Europa e in Giappone non è normale, perché indica un cedimento nella compagine finora compatta del “club internazionale dei bassi tassi”, paragonabile agli “sgarri” che a volte avvengono nelle cosche mafiose, quando qualcuno degli adepti sfugge al controllo e inizia a “cantarsela”

In una situazione già ampiamente deteriorata, in cui è sempre più difficile per gli Stati e le banche centrali finanziare l’aumento indefinito del debito pubblico, l’idea di arrivare ai tassi zero è l’ultima spiaggia. E sta rendendo insostenibile il gioco da parte delle banche e delle assicurazioni, che finora avevano contribuito senza fiatare.

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Finora i singoli Stati e l’Unione europea erano riusciti a scaricare solo sui cittadini e le imprese il peso del loro debito.

Ma cosa succederà ora che anche il sistema bancario e assicurativo globale dovrà accollarsi questo peso e già mostra chiaramente di non volerlo fare?

Ora che abbiamo già i primi episodi di “ribellione” all’interno della “cosca globale”, come andrà a finire?

Finora noi di Segnali di Borsa siamo “stati a guardare” senza sprecare troppo tempo a scrivere articoli sul debito pubblico, i tassi d’interesse, Mario Draghi e compagnia bella, perché già tanti altri blog lo facevano e sopratutto perché non si trattava di informazioni direttamente collegate all’operatività degli investimenti (tu sai bene che noi diamo solo informazioni operative e nessuna “fuffa” di costume).

Ma adesso mi sono permesso di aprire una parentesi e di darti queste notizie in anteprima, perché al punto in cui siamo dobbiamo invece guardare più da vicino cosa succederà nei prossimi mesi.

E sopratutto dobbiamo iniziare a diversificare i nostri investimenti e le nostre abitudini finanziare già da ora, finché siamo in tempo.

Ad esempio, seguendo i “consigli” provocatoriamente divulgati da Munich Re e Commerzbank: aumentare la liquidità e investire almeno un 10-15% del proprio capitale in oro fisico (lingotti e/o monete).

Ma non basta.

E’ necessario anche prepararsi a usare il denaro in modo diverso da come fatto finora, cercando delle valide alternative al sistema bancario, che potrebbe subire grosse crisi da cui certamente uscirà molto diverso da com’è ora.

Uno dei modi più alla portata di tutti per cercare queste alternative è di iniziare a usare le criptovalute (sopratutto i Bitcoin) sia come asset da investimento, sia come mezzo di pagamento (esattamente come si fa anche con l’oro fisico).

Finora i Bitcoin hanno avuto una grossa barriera che li divideva dalla massa degli utenti.

Questa barriera è ancora oggi percepita da moltissime persone, che per questo non hanno ancora avuto il coraggio di entrare in questo nuovo sistema.

La barriera è la tecnologia che ancora rende poco intuitivo l’uso del Bitcoin.

Ma la situazione sta rapidamente migliorando. Presto si arriverà a usare il Bitcoin con la facilità di un bancomat. Già diverse Società stanno sivluppando le interfacce necessarie.

E…anche noi di Segnali di Borsa, che siamo riusciti a portare alle masse persino lo scalping, cioè il trading intraday, con un servizio di “alert” che molti pensavano fosse irrealizzabile, potevamo non fare la nostra parte?

Rendere facile per la massa un sistema di investimento o uno strumento finanziario è la nostra specialità…perciò ci siamo messi d’impegno e lo abbiamo fatto anche col Bitcoin!

Ecco dunque anteprima il nostro nuovo prodotto sul Bitcoin.

Non si tratta di una interfaccia, come per i nostri servizi di trading, ma di un minicorso che con pochi semplici video ti mette in grado di procurarti e di gestire dei Bitcoin (o altre criptovalute) con la stessa tranquillità con cui gestisci i tuoi soldi in banca.

Quando la crisi del sistema finanziario arriverà alle sue fasi finali (ci sta già arrivando), avere delle criptovalute nella blockchain e saperle usare come se fossero soldi, potrà fare un’enorme differenza fra te e la massa.

Pensaci….

Come vedi te stesso nella prossima crisi sistemica, come uno che sta in trappola e non può accedere ai suoi soldi, oppure uno che ha diversificato i suoi asset e può ancora disporne almeno in parte, avendoli protetti sotto altre forme non legate al sistema bancario?

Ti lascio con questo quesito in testa, e spero che troverai da solo la risposta giusta…

Alla tua prosperità!

Il team di Segnali di Borsa

PS: il minicorso sul Bitcoin è curato da Franco Cimatti, uno dei massimi esperti del settore, e costa solo 49 euro.

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