L’oro è davvero una valida alternativa per proteggere i tuoi risparmi?

Tutti noi prima o poi sentiamo la necessità di portare una parte dei risparmi fuori dal nostro conto in banca.

A parte la necessità di evitare la crisi imminente di un qualche specifico istituto bancario o una crisi sistemica, le ragioni per “demonetizzare” un po’ dei nostri risparmi possono essere molto piu’ banali.

Vivendo in Svizzera, un esempio che mi viene in mente è che in questo paese quasi tutte le banche ormai praticano tassi d’interesse negativi sulle somme depositate e quindi si è costretti a togliere una parte di queste somme per non esporle al deprezzamento annuale.

Altri motivi, sempre per chi vive qui, è che spesso le banche che gestiscono grossi depositi impongono procedure troppo farraginose per movimentarli, rendendo ostica la gestione di eventuali situazioni di emergenza in cui si avrebbe bisogno proprio di quel denaro.

Insomma, per un motivo o per l’altro, a tutti noi farebbe comodo trovare un modo per parcheggiare i nostri risparmi (o almeno una parte di essi) godendo della stessa stabilità di un conto in banca, ma evitando le ingerenze spesso soffocanti o le penalizzazioni vessatorie che le banche, soprattutto svizzere, amano imporre ai loro clienti.

La maggior parte delle persone che sentono questa necessità pensa che la soluzione migliore sia convertire i propri risparmi in oro, sia fisico che sotto forma di fondi, azioni o derivati.

E’ ormai un antico luogo comune infatti che l’oro sia il miglior asset di riserva esistente e dunque lo strumento piu’ efficace per mantenere intatto nel tempo il valore dei nostri risparmi.

Nella pratica pero’, in molti casi questa soluzione puo’ rivelarsi peggiore del problema che si cercava di risolvere. E questo per svariati motivi.

Esiste anzitutto una ragione di fondo che riguarda sia l’oro fisico che l’oro “di carta” (fondi, azioni e derivati legati all’oro).

La ragione è che:

l’oro non è affatto in grado di conservare il potere d’acquisto del tuo denaro, almeno nel tempo in cui sei in vita.

Mi spiego meglio.

Se vuoi convertire 1000 euro in oro per tramandarli ai tuoi figli e nipoti, allora è molto probabile che il potere d’acquisto di quei 1000 euro resterà invariato.

Se invece vuoi fare la stessa conversione nella speranza di mantenere intatto il valore dei tuoi 1000 euro nell’arco di 10, 20, 40 anni, non è affatto detto che ci riuscirai.

Puoi rendertene conto da solo, andando su un qualsiasi grafico dell’oro e guardando l’andamento del prezzo in un arco di tempo limitato, non superiore ai 50 anni.

Vedrai tu stesso che difficilmente otterresti una conservazione efficace del valore in un tempo cosi’ breve.

I motivi di questo sono molteplici. Te ne faccio un elenco:

  1. Il prezzo dell’oro è manipolato.
    Abbiamo trattato l’argomento cosi’ tante volte che sarebbe inutile dilungarci (per avere maggiori dettagli, puoi leggere l’ultimo articolo che avevamo scritto sul tema). Ad ogni modo, ti basta sapere che dal 2009 la manipolazione mantiene l’oro in un range di prezzo non superiore ai 1370 dollari l’oncia.
  2. L’oro di carta (azioni, fondi e derivati) subisce il destino di qualsiasi altro titolo di borsa.
    Questi titoli subiscono gli alti e bassi dei mercati esattamente come qualsiasi altro asset finanziario.
    Il fatto che abbiano a che fare con l’oro, non li tiene affatto al riparo da questo.
  3. Il valore dell’oro inizia ad avere il massimo della volatilità proprio quando non vorresti.
    Si dice che in caso di guerra o altra catastrofe, il prezzo dell’oro schizza a livelli incredibili. Ed è vero.
    Nel dopoguerra potevi comprarti un appartamento a pochi soldi con una moneta d’oro.
    Ma una volta passata la fase acuta di una crisi, sarà l’immobile ad aumentare di prezzo, mentre l’oro inizierà a scendere molto velocemente.
    Se quindi non sei attento, l’oro potrebbe farti brutti scherzi proprio nei periodi in cui hai problemi molto piu’ gravi a cui pensare.

Queste sono le difficoltà che riguardano il prezzo dell’oro. Difficoltà di cui si dovrebbe tenere conto, prima di convertire i propri soldi in oro, sia fisico che “di carta”.

Ma esiste un fattore forse anche piu’ importante, che riguarda esclusivamente l’oro fisico e che viene troppo spesso trascurato da chi decide di investire nel metallo giallo.

Molti infatti, quando convertono 1000 euro in oro, dimenticano di farsi queste domande:

  • se avro’ bisogno di vendere quest’oro, avro’ dei problemi?
  • Si tratterà di una procedura “garantita”, oppure potrei non riuscire a farlo?
  • E sarà una cosa rapida oppure richiederà tempo?

In altre parole:

l’oro fisico è convertibile facilmente in denaro, oppure no?

Per rispondere, ti basta passare in rassegna i canali in cui comprerai il tuo oro, dal momento che quasi sempre saranno gli stessi canali in cui dovrai liquidarlo o rivenderlo.

Questi “canali” si suddividono nelle seguenti categorie:

  1. rivenditori, online o offline
  2. banche (in quasi tutti i paesi europei, tranne l’Italia, esiste un comodo, diffuso e sicuro servizio bancario di compravendita di oro)
  3. depositi privati di oro (anche in questo caso, sono presenti nei paesi europei piu’ civili e progrediti, quindi non in Italia)

Ora, immagina di aver comprato oro fisico in uno di questi “canali” e a un certo punto hai necessità di doverlo liquidare.

Le probabilità che tu riesca a farlo, dipendono da due fattori:

  • la quantità di oro da liquidare
  • il momento in cui devi liquidare

Vediamoli in dettaglio.

Quantità di oro da liquidare.

Per liquidare il tuo oro, è necessario che chi si occupa della liquidazione abbia la somma necessaria da darti in cambio delle tue monete o lingotti.

Ora, fatti questa domanda: se le banche, che sono il crocevia del denaro liquido mondiale, hanno seri problemi a darti del contante quando vai allo sportello, pensi che un gioielliere, un compro-oro o un deposito privato abbiano piu’ disponibilità di una banca?

Io ne dubito…

Finché si tratta di liquidare oro per qualche centinaio, o anche qualche migliaia di euro, probabilmente non avrai problemi ad avere i tuoi soldi.

Ma non credo proprio che il deposito o il gioielliere siano in grado di pagarti sull’unghia un controvalore pari a decine di migliaia di euro e oltre…

Nel caso del deposito privato o della banca, forse questa procedura richiederebbe del tempo, e sarebbe sempre soggetta alla presenza o meno di persone che siano disponibili a comprare a loro volta il tuo oro.

E questo ci porta direttamente al secondo fattore…

Il momento in cui devi liquidare.

Finché cerchi di rivendere il tuo oro in un momento di calma, in cui il numero delle persone che comprano e quello delle persone che vendono si equivalgono, questo fattore non influirà molto.

Ma mettiamo che tu sia costretto a ottenere liquidità dal tuo oro, perché, ad esempio, a causa di una grave crisi i bancomat non sono piu’ utilizzabili e le banche hanno chiuso gli sportelli.

Non credi che in questo caso l’equilibrio tra chi vende e compra oro si sposterà drammaticamente verso i primi?

In quel caso, allora, pensi che il tuo rivenditore o il tuo deposito privato (non parliamo della tua banca) saranno cosi’ disponibili a disfarsi della loro scarsa liquidità per darti un bene cosi’ poco ricercato dai compratori?

Riassumendo: se parliamo di utilizzo dell’oro come fonte di liquidità, quindi come “merce” scambiabile, devi tenere conto di questi grandi limiti, che sono poi i limiti di qualsiasi “merce”, anche se di valore.

In pratica, possiamo condensare tutto il ragionamento in questa sola frase:

Potrai liquidare facilmente piccole quantità di oro e in momenti in cui ci sia un equilibrio fra domanda e offerta.

Se invece decidi di convertire grandi somme in oro, dovrai rassegnarti a considerare quelle somme molto piu’ vincolate che in un qualsiasi conto di risparmio bancario…

…Ti dà fastidio che la tua banca, per darti un misero 1% di interesse, ti vincoli i risparmi per un certo periodo?

Beh, sarà ancora piu’ sgradevole per te scoprire che il tuo bel deposito di oro è diventato un peso di cui non riesci piu’ a disfarti, e proprio nel momento in cui hai piu’ bisogno di soldi!

In conclusione: l’oro puo’ essere usato come asset in cui convertire il tuo denaro per conservarne il valore, ma a due condizioni:

  • che si abbia un orizzonte temporale di almeno 100 anni
  • e che in tale periodo si mantenga vincolata la maggior parte del deposito di oro e si liquidino solo piccole quantità alla volta.

Ma c’è sempre un’eccezione alla regola…se sei di fronte a una reale catastrofe!

In realtà, esiste solo un caso in cui l’oro potrebbe diventare un asset indispensabile e fare davvero la differenza tra la sopravvivenza e la morte del possessore.

Fin qui infatti abbiamo considerato solo i casi in cui esiste una valuta (o piu’ valute) ufficiali che la gente usa come moneta di scambio.

Siamo talmente abituati a considerare l’euro o il dollaro come valuta di scambio che nessuno di noi si sognerebbe di farsi pagare in oro da un cliente o dal datore di lavoro.

Nella storia ci sono stati pero’ momenti, davvero molto rari ed estremi, in cui la moneta ufficiale è crollata e la gente si è abituata (per alcuni periodi) a usare valute alternative.

In casi come questi, devi sapere che l’oro  cessa di essere una “merce” e diventa improvvisamente una moneta di scambio molto ricercata; quindi puoi usarla per farci la spesa o pagare i tuoi dipendenti, esattamente come fai ora con i tuoi euro.

Ed è allora che tutti i tuoi problemi relativi al prezzo dell’oro e alla sua facilità ad essere convertito in valuta scompaiono come neve al sole…

Quando l’oro diventa una moneta di scambio corrente

Ai nostri giorni abbiamo l’esempio del Venezuela, dove il peso ha avuto una inflazione cosi’ fuori controllo da essere necessaria una carriola di soldi per comprare una sigaretta.

Sono abbastanza sicuro che chi ha un po’ di oro da quelle parti non se la passa tanto male…

Come dicevo pero’ sono casi rari ed estremi, anche se non per questo dobbiamo considerarli irrealizzabili e non dobbiamo prepararci ad affrontarli.

Ecco perché, nonostante non abbia il mito dell’oro come “riserva di valore”, consiglio sempre di convertire il 10% dei tuoi risparmi in oro fisico (monete o lingotti – le prime saranno piu’ facili da usare in scenari tipo Venezuela), per avere un’ancora di salvezza in momenti veramente gravi e distruttivi.

Se poi non succede nulla mentre sei in vita, potrai sempre lasciare il deposito in eredità a figli o nipoti, oppure liquidarne ogni tanto piccole quantità in caso di bisogno.

Tornando pero’ al problema che avevo prospettato all’inizio, cioé alla necessità di portare una parte dei nostri risparmi fuori dal nostro conto bancario, visto che l’oro non è cosi’ efficace, dobbiamo perdere ogni speranza?

Davvero l’unica alternativa resta il solito, lento e faticoso prelievo al bancomat o allo sportello, per avere banconote che poi mettiamo sotto al materasso?

In realtà, forse un’alternativa c’è e si è resa disponibile proprio in questo periodo.

La stiamo ancora studiando, ma se si dimostrerà valida, ne parleremo nel prossimo articolo, perché oltre ad avere una valida utilità pratica, potrebbe diventare una di quelle invenzioni che cambiano per sempre le nostre abitudini quotidiane.

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