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Il trend dell’oro visto da una prospettiva insolita e globale

Perché le borse, il dollaro e l’oro, dai trend solitamente opposti fra loro, sono invece tutti in rialzo?Di solito l’oro è un bene rifugio in cui si investe quando non ci si fida piu’ dei mercati azionari e delle politiche monetarie. Inoltre, dato che l’oro viene scambiato in dollari, un aumento di questa valuta rende piu’ a buon mercato il metallo prezioso.

Sono queste le consuete motivazioni che rendono di norma opposti i trend di oro, borse e dollaro. Quando gli ultimi due salgono, di solito il primo scende…

In questo momento invece ci troviamo in una situazione che somiglia molto a quella che precedette il forte rialzo dell’oro del 2016.

Anche allora infatti oro, borse americane e dollaro iniziarono a salire all’unisono.

Una ulteriore stranezza è il valore del gold-silver ratio (il differenziale tra prezzo dell’oro e dell’argento), che diventa predittivo di un rialzo dell’oro quando scende al di sotto di 75:1.

Oggi invece si trova ben al di sopra, a 83:1; il che dovrebbe far pensare a un ribasso del metallo giallo, non a un rialzo.

Insomma, mentre tutti gli indicatori ci dicono che l’oro sta scendendo…il metallo giallo ha al contrario raggiunto la quotazione media massima a 52 settimane ed il massimo da 10 mesi a questa parte.

Come dicevo, si tratta quindi di un rialzo anomalo che somiglia a quello del 2016.

E se cerchiamo di spiegare i motivi di questo strano rialzo, le analogie col 2016 si fanno ancora maggiori.

Il grafico qui sotto, ad esempio, ci fornisce un primo indizio da approfondire, cioè la relazione tra i titoli azionari legati all’oro e l’intero indice azionario S&P500:

Come si vede, il “gold stocks to S&P500 ratio” (cioè il differenziale tra le quotazioni dei titoli azionari dell’oro e i titoli dello S&P500) sta avendo nel 2019 un andamento con minimi crescenti, proprio come accadde all’inizio del 2016.

Stessa cosa sta accadendo al differenziale tra il prezzo dell’oro e quello dei titoli azionari dell’oro:

Insomma, una parte del rally dell’oro è legato al rialzo dei titoli azionari auriferi nella borsa USA, che in definitiva sono titoli di aziende minerarie.

Ma come mai le miniere sono in rialzo?

Il motivo è che sono aumentati i costi di produzione dell’oro.

Nel 2013 il World Gold Council ha adottato una misura unica dei costi di produzione delle miniere, chiamata AISC (All-In Sustained Cost).

E dai valori riportati ogni anno in AISC, possiamo vedere come l’andamento di questi costi sia in relazione col costo del petrolio:

Il grafico mostra infatti che l’AISC è stato in decrescita costante dal 2014. E per una buona ragione…

Proprio da allora infatti il prezzo del greggio inizio’ a scendere da circa 100 dollari fino a 50, raggiungendo il minimo verso la metà del 2016.

Non appena, dalla fine del 2016, il petrolio ha iniziato a risalire, anche l’AISC ha lo seguito costantemente fino a oggi (come mostra chiaramente il grafico sopra).

Quindi, riassumendo: all’aumentare del costo del petrolio, la produzione di oro nelle miniere diventa piu’ costosa, quindi il prezzo della materia prima aumenta, facendo aumentare le quotazioni delle società minerarie. E visto che storicamente i titoli di borsa minerari sovraperformano l’oro, un loro aumento spinge anche le quotazioni del metallo giallo.

Dal lato delle valute invece, dobbiamo dire che il dollaro rappresenta il 63% della liquidità mondiale; è vero. Ma un altro 25% è rappresentato da euro e yen. E contro queste due valute, l’oro sta già raggiungendo dei massimi storici, come mostrato dai due grafici seguenti:

Allo stesso modo, l’oro ha già raggiunto dei massimi storici in altre 70 valute mondiali.

Il motivo per cui non ha fatto lo stesso col dollaro sta solo nel fatto che questa valuta è stata finora sostenuta dal rialzo dei tassi della Federal Reserve.

Questo quadro relativo alle valute va pero’ ben oltre le analogie col 2016 e ci riporta invece a situazioni ben piu’ interessanti avvenute nel 2005, nel 2008 e a metà del 2010.

Tutte quelle volte, l’oro, dopo aver raggiunto i massimi storici contro tutte le valute, fini’ per schiacciare anche il dollaro.

Potrebbe succedere anche oggi?

Prima di sognare il prossimo fantastico rialzo dell’oro, bisognerebbe riflettere sul fatto che nel 2005, nel 2008 e nel 2010 non era ancora iniziato il sistema di controllo del prezzo dell’oro instaurato dalle banche centrali nel LBMA:

Questo grafico è tratto da uno dei tanti nostri vecchi articoli in cui avevamo discusso ampiamente l’argomento della manipolazione dell’oro.

Come si vede, a partire dal 2012 (il grafico pero’ parte dal 2014), attraverso il mercato dei futures sull’oro, le piattaforme di trading del London Bullion Market fanno in modo da aumentare le posizioni short sull’oro ogni volta che il metallo giallo raggiunge quota 1375 dollari, impedendo il proseguimento del rialzo e fiaccando le forze dei trader che sostengono il trend positivo.

Il grafico mostra impietosamente che anche il rialzo del 2016 (evocato all’inizio dell’articolo per le sue analogie con il rialzo attuale) non riusci’ a sfuggire alla trappola delle banche centrali.

E al momento non ci sono indizi che questa volta possa essere diverso.

Certo, oggi i massimi storici raggiunti dall’oro contro quasi tutte le valute indica qualcosa di piu’ fondamentale in corso, rispetto al 2016.

Il grafico seguente mostra ad esempio che nel 2018 la domanda di oro da parte delle banche centrali (le stesse che manipolano a ribasso l’oro) è stata la piu’ alta da quando fu abolito il legame tra dollaro e oro negli anni’70.

Il motivo di questo enorme accumulo di oro è la ricerca di protezione da una probabile recessione globale o da qualche evento creditizio.

Tuttavia, per indebolire il controllo a ribasso delle piattaforme del LBMA è necessario che la recessione o l’evento creditizio scatenino una corsa all’acquisto di oro talmente rapida e sostenuta da oltrepassare le capacità di piazzare ordini short da parte dei manipolatori.

In sostanza, è necessario che dall’evento economico si passi all’evento sociale, cioè al panico

Se cio’ non dovesse succedere, il solo altro scenario compatibile col superamento della soglia 1370 usd potrebbe essere la decisione delle banche centrali di alzare la soglia limite dell’oro, mettiamo a 1400 oppure 1470, giusto per aumentare il valore delle riserve di qualche paese o banca centrale in difficoltà.

Al di fuori di queste due alternative, non c’è alcuna possibilità per l’oro di superare la soglia che le banche centrali hanno stabilito.

Da parte nostra, terremo d’occhio tutti gli indicatori per capire come evolverà la situazione – che in effetti inizia a diventare molto piu’ interessante di quanto avevamo pensato qualche tempo fa (nel nostro precedente articolo sull’argomento).

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Il team di Strategie Economiche

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Team Segnali di Borsa
 

  • Roberto Rey ha detto:

    Staremo a vedere.
    Ringrazio per l’articolo di qualche tempo fa sulla Borsa Cinese. Avete visto giusto (+ 8 % su un ETF ).
    Ad maiora!

  • Lucy ha detto:

    Grazie, per i vostri aggiornamenti e approfondimenti su oro. Sono veramente un faro prezioso che ci guida per capire la fase storica che stiamo vivendo e i suoi possibili sviluppi.

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